Credevo di essere sola

Mi chiamo Assunta ho 65 anni e vi racconto in breve la mia testimonianza. Di come Gesù ha cambiato la mia vita.

La mia vita all’età di 10 anni è stata sconvolta da un evento molto doloroso, in poco tempo è cambiato tutto, era una bambina felice, ma sono rimasta orfana di madre, dopo mesi di angoscia dovuta ad una terribile malattia. Ero la più grande di 5 figli e da quel giorno sono rimasta sola, senza una mamma e senza fratelli, perché furono messi tutti in collegio. Mio padre non riusciva a prendersi cura di noi, anche perché non c’era nessuno che lo aiutava. Il dolore era tanto. Io mi chiedevo:

ma, perché Dio permetteva tutto questo?

Gli anni passavano in mezzo a tante cose brutte che mi circondavano, ricordo che mi mettevo in disparte in qualche angolo di quella piccola casa e piangevo, spesso aspettavo la notte quando nessuno mi vedeva. Ma, c’era già qualcuno che si prendeva cura di me, solo che io non potevo saperlo ancora.

In alcuni momenti desideravo di morire, per andare da mia madre e riabbracciarla.

Con il tempo ho conosciuto mio marito, che tra l’altro, era un ragazzo del mio vecchio quartiere, che per motivi vari si era trasferito altrove e non ci eravamo più rivisti. Dopo anni ritornò nel quartiere e ci rincontrammo, ovviamente lui era ancora all’oscuro di tutto quello che era successo alla mia famiglia.

Cominciammo a frequentarci e dopo poco decidemmo di sposarci. Tutto andava per il verso giusto, avemmo dei figli ed eravamo felici, ma nel mio cuore c’era sempre qualcosa che non andava, c’era sempre quel vuoto che mi portavo dietro, al quale non avevo una soluzione.

Mai avrei immaginato, che da li a poco, la mia vita sarebbe stata nuovamente sconvolta dal dolore e forse anche di più di prima.

Con mio marito desideravamo una famiglia numerosa. Così, ad un certo punto, sono rimasta incinta del nostro 4° figlio, gli altri 3 nacquero tutti a distanza molto ravvicinata tra loro, ma questa gravidanza fu diversa perché al 7° mese scoprimmo che erano 2 gemelle. Di lì a poco poi partorii, purtroppo in anticipo rispetto ai tempi.

Ero una donna molto devota e così come mi era stato insegnato, facevo pellegrinaggi di continuo per ricevere benedizioni e favori da quello che credevo fosse il volto di Gesù, che altro non era che una statua raffigurante Gesù, che si trovava in una chiesa in particolare di Napoli.

Intanto, una delle 2 bambine non stava affatto bene, c’erano delle complicanze nella gravidanza e quando nacque le cose non migliorarono.

Io continuavo a chiedere miracoli a quella statua, che però non mi rispondeva mai.

Circa dopo un mese, dalla nascita delle gemelle, le cose precipitarono. Non ci dettero più speranze per la bambina, sarebbe sicuramente morta a breve. Radunai tutta la mia famiglia, mio marito e i bambini, comprammo tantissimi fiori, perché quella era l’usanza che mi era stata insegnata, e andammo in quella chiesa a fare un ennesimo pellegrinaggio, per chiedere a quella statua di aiutarci questa volta.

Mia figlia morì quel giorno stesso.
Ho odiato Dio quel giorno.

Non potevo credere che ancora una volta, avesse permesso un dolore così grave nella mia vita e poi perché prendersela con una bambina appena nata? Che senso aveva? Cosa aveva fatto? Ma cosa avevo fatto io per meritare ciò?

Sono così caduta in depressione.

In quel periodo, mio cognato iniziò a parlarmi di Gesù, ero terribilmente infastidita ogni volta che veniva a trovarmi, addirittura mio marito se ne andava via ogni volta che parlava. Veniva quasi tutti i giorni e mi raccontava che stava andando da poco in una chiesa evangelica e che Gesù lo stava benedicendo. Era fastidiosamente euforico quando parlava ed era convinto di quel che diceva. Continuava a ripetermi che Gesù era vivo e che se lo chiamavo, se pregavo con fede, mi avrebbe addirittura risposto. Ma nella mia testa, Gesù era sulla croce moribondo e penzolante, così come in quella statua che conoscevo e poi, mi aveva delusa, un’altra volta. Pensavo dentro di me:

Basta così, niente più fiori, niente più pellegrinaggi, niente più Dio, ero sola e sola volevo rimanere.

A 2 mesi esatti dalla morte di mia figlia, anche l’altra gemella si ammalò e i medici dettero le stesse speranze dell’altra sorellina che non c’era più, non ce l’avrebbe fatta neanche lei. Stavolta la portammo a casa, eravamo ormai distrutti e arresi a quel terribile destino che ci era toccato.

Nonostante avessi promesso a me stessa che non mi sarei più rivolta a Dio, mi girai verso la copia di quella statua, che avevo ancora in casa e cominciai a litigare con Gesù, ero arrabbiata, distrutta. Ero sola in quel momento, perché mio marito aveva portato i bambini fuori per distrarli, ma tanto per me non cambiava, ci ero abituata a quella sensazione. Andai in cucina per prendere un bicchiere d’acqua e riempirlo di gocce antidepressive, poi tornai di nuovo verso la statua e guardandola di nuovo, mi ricordai di quelle fastidiose parole che mio cognato mi diceva su quel Gesù vivente e pronto ad ascoltarmi. Posai il bicchiere ancora pieno sul tavolo, presi la bambina in braccio, mi girai di spalle a quella statua e dissi:

Gesù, se tu veramente esisti, adesso mi devi rispondere! Guarisci mia figlia e anche me!

Ricordo vivamente che ebbi la netta sensazione che qualcuno era lì accanto a me in quella stanza, non sentivo più quel vuoto, quella sensazione di sconforto andò via, piangevo, ma il mio pianto non era più di amarezza ma di gioia, non ricordavo di aver mai provato questo nuovo sentimento, sentivo letteralmente che qualcuno finalmente stesse asciugando le mie lacrime. Non ero più sola. Mi sentivo perdonata e anche se non capivo ancora da cosa, non mi importava in quel momento, perché fu meraviglioso.

Dopo qualche minuto ritornò mio marito con i miei figli, i quali erano particolarmente elettrici, felici di ritornare a casa, strano i bambini non sono mai felici di ritornare dal parco giochi. Mio marito vide che c’era qualcosa di diverso in me, il mio volto era diverso e quando gli raccontai tutto mi disse bene allora torniamo in ospedale e parliamone con il dottore. Così radunammo tutti i bambini, che intanto stavano ancora giocando e tutti insieme andammo in ospedale.

Il dottore visitò ancora mia figlia, nonostante ci avesse fatto capire con molta gentilezza che era inutile, tanto non poteva cambiare la situazione, ma vista la nostra premura, fece tutti gli esami dovuti, forse per compassione dovuta a quella straziante situazione o forse perché i bambini scorrazzavano felici per tutto il reparto.

Dopo qualche ora ritorno più felice di noi, con la mia bambina fra le braccia, dicendo che non aveva più nulla e che non se lo sapeva spiegare, ma mia figlia era completamente guarita. Potevamo riportarla a casa, era sana e fuori pericolo definitivamente.

Tornammo a casa e chiamai subito mio cognato chiedendogli di accompagnarci in quella chiesa che frequentava, perché volevamo e dovevamo assolutamente seguire quel Gesù vivente, nel frattempo, mentre si faceva l’ora di andare in chiesa con mio cognato, tolsi via tutte quelle statue e immagini che raffiguravano un Dio morto ed inutile, perché io adesso credevo nel Dio vivente, in quel Gesù, che rispondeva alle mie preghiere e che poteva guarire tutte le malattie, ma soprattutto liberare dalla schiavitù del peccato.

Da allora io e la mia famiglia non ci siamo rivolti più ad una statua, ma, ogni volta che ci sono state delle difficoltà, abbiamo trovato in Gesù un amico fedele e vivente a cui affidarci completamente e che non ci ha mai deluso.

Oggi la mia piccolina, per modo di dire, ha 40 anni, io sono mamma di 7 figli, nonna di 15 nipoti ed a breve la mia nipote più grande mi renderà bisnonna, ma la cosa più importante, è che non sono mai più rimasta sola, neanche quando fisicamente lo sono, perché Gesù non mi ha mai più lasciata.

Da quel giorno non sono mancate le difficoltà, ma credimi, se tu accetti Gesù nella tua vita, non ti sentirai più solo, perché Egli camminerà accanto a te tutti i giorni della tua esistenza, dandoti forza, coraggio e pace nel cuore.

Non posso raccontarvi tutte le cose che Dio ha fatto in tutti questi anni, perché non basterebbero libri su libri, ma posso garantirvi che Dio è vivente.

Dio ti benedica.

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