CI FIDIAMO DI DIO O DEI MEDICI?

Dio guarisce la sofferenza fisica e mentale da ogni malattia.


«All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita: Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. (Apocalisse 2:8-10)

Ci troviamo ora di fronte quasi alla quarta ondata del Coronavirus Covid 19, di cui possiamo considerare che viene seguito lo stesso schema per i medicinali che hanno inventato, invitando le persone a vaccinarsi per guarire, ma siamo sicuri che questo vaccino sia efficace? Oppure è meglio la cura che ci offre Dio?

Le persone non credenti si affidano ciecamente a dottori o scienziati, questo è anche accettabile. Eppure, Gesù si presenta come il dottore in assoluto che guarisce anche dalla morte: (abbiamo letto il versetto 8).

Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita.

Le caratteristiche del versetto che abbiamo letto, evidenziano l’eternità di Gesù, Colui che si può definire (il primo e l’ultimo). Poi la vittoria sulla morte e la risurrezione. La presentazione di Gesù in questo modo è molto chiara, Egli ci indica la Sua perfetta somiglianza col Padre. Gesù si presenta con delle referenze uniche (fu morto e tornò in vita)

Noi possiamo avere la speranza certa della guarigione in Gesù perché Egli è risuscitato e mette nel nostro cuore l’amore e la speranza del Signore, che è per chi crede, una certezza assoluta.

Quando vi sono delle circostanze di sofferenza, specialmente per una morte di un caro con il virus covid19, la persona può cadere nella più totale depressione, una malattia abbastanza grave, da dove purtroppo ci sono persone che non ne escono più, aggravate da circostanze ostili per la guarigione.

Tutte le persone, in questa situazione di depressione, desiderano che possa concludersi subito. Ci si aggrappa a delle situazioni particolari di affetto verso gli altri, esternando tutto l’amore che si possa dare alla persona che purtroppo non c’è più. Ma la reale guarigione non funziona così, e potrebbe anche accadere che una particolare circostanza di dolore e sofferenza, possa andare avanti per molto tempo aggravandosi completamente.

A volte, i nostri armadietti sono pieni di medicinali che ci aiutano a stare meglio, ma senza una guarigione definitiva. Purtroppo, per certe malattie, quali la depressione, ci affidiamo alle cure dei medici con dei medicinali che determinano una guarigione attenuata, ma senza certezze.

Eppure, anche se una persona povera di beni materiali (medicinali), ma ricca di fede e benedizioni spirituali, ha una possibilità maggiore di guarire dalla depressione, perché confidando in Dio, si sente preziosa agli occhi Suoi.

Le persone che hanno avuto un lutto di un familiare con questa malattia del Covid19 sono al limite della sofferenza, ma il Signore ci parla con il verso 9

“Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 

Questo versetto ci fa capire che Dio sa tutto e nonostante la tribolazione e la sofferenza che ci assilla tutti i giorni, Dio provvede e interviene in nostro favore. Malgrado la presenza di una sinagoga di Satana, (un presidio di medicina mentale) che ti curano con dei medicinali particolari che spengono la mente dell’uomo e la libertà di pensiero, senza ottenere un risultato di guarigione completa.

Al confronto di questo, la Bibbia genera nei credenti la fede, perché leggendola ci arricchiamo di fiducia verso il nostro Creatore, là dove possiamo senza alcun dubbio fidarci di Lui.

Il Signore sa difendere gli interessi di una persona perseguitata dalla sofferenza e dalla malattia mentale, dando nella lotta di tutti i giorni ad ogni uomo la facoltà di essere libero e privo di ostruzionismo di un fisico malato, avendo perciò il pensiero di libertà che Dio gli dona.

Nel versetto 10 che leggiamo: ci fa capire delle tribolazioni che verranno.

Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita.

(una tribolazione per dieci giorni). Ai tempi di oggi, possiamo dedurre che si parla di una cura di medicinali o di un ricovero ospedaliere particolare, per esempio una struttura per malati di mente. Quello che ci fa soffrire nella maniera particolare e senza motivi di guarigione ci fa stare male senza una via d’uscita.

La verità è che noi abbiamo un grande medico, che con la sua medicina, guarisce da ogni malattia, (Cristo Gesù). La fedeltà che possiamo avere verso il Signore e di una particolarità amorosa come tra padre, figlio e credenti.

Attraverso le prove subìte dalla mente distorta dell’uomo, possiamo intravedere la sofferenza della persona che ha affrontato la morte del suo cuore (senza fede) avendo avuto un lutto e nella propria sofferenza, capiamo che anche noi ci dobbiamo affidare a Dio.

La ricompensa delle persone sta nella promessa di Dio.

Quand’anche la tribolazione possa durare dieci giorni o di più, le persone afflitte dalla tribolazione non devono temere di questo. Il Signore ci incoraggia nella sofferenza.

Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita.

La corona della vita è riservata a coloro che subiscono la tentazione. Oggi se siamo fedeli nella nostra vita cristiana il Signore ci ricompenserà con la sua promessa della vita eterna. Infatti, è meglio soffrire quaggiù che soffrire eternamente senza Cristo.

La scrittura è un valido aiuto per chi crede in Cristo. Quando lo spirito di Dio ricolma i nostri cuori d’amore, scopriamo una fiducia che non delude mai. Le nostre sofferenze sono poche di fronte alla gloria futura che ci attende.

Rallegriamoci nelle sofferenze per far si che esse diventino fonte di gioia. Perché dopo la prova, c’è la pace di cuore che produce la speranza in noi. Ancora oggi il Signore cerca per la sua opera uomini e donne che si offrono liberamente. Ed ecco allora l’importanza della pazienza a confidare in Dio, Siamo chiamati a pazientare confidando esclusivamente nel Signore.

“Ma io medicherò le tue ferite, ti guarirò dalle tue piaghe, dice il Signore” (Geremia 30:17)

Egli guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe. (Salmi 147:3)

Beato chi ha cura del povero! Nel giorno della sventura il Signore lo libererà. Il Signore lo proteggerà e lo manterrà in vita; egli sarà felice sulla terra, e tu non lo darai in balìa dei suoi nemici. Il Signore lo sosterrà quando sarà a letto, ammalato; tu lo consolerai nella sua malattia. (Salmi 41:1-3)

Dio vi benedica.

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